La relazione tra i giovani e le sostanze stupefacenti può essere esplorata attraverso la lente della psicoanalisi lacaniana, che offre una prospettiva unica sui desideri, i sintomi e i legami sociali. L’uso di droghe tra i giovani non è solo un fenomeno sociologico o sanitario, ma anche un’espressione della soggettività e dei conflitti inconsci che emergono nella contemporaneità. In questo breve articolo, analizzeremo il fenomeno considerando le dinamiche del desiderio, il rapporto con il godimento e la funzione del sintomo nel soggetto, mettendolo in relazione con la crisi del legame sociale.
Il desiderio e il rapporto con l’Altro
Secondo Lacan, il desiderio è strutturato dal rapporto con l’Altro, ossia il campo simbolico che orienta il soggetto. L’adolescenza è una fase cruciale in cui il giovane cerca di trovare il proprio posto nel discorso dell’Altro, spesso affrontando una mancanza di significato o un vuoto simbolico. L’uso di sostanze può essere letto come una risposta a questa mancanza, un tentativo di colmare un vuoto o di sostenere un’identità fragile. In una società in cui il legame sociale è sempre più precario, il desiderio rischia di essere catturato da oggetti che promettono una soddisfazione immediata, ma che non possono mai realmente rispondere alla mancanza costitutiva del soggetto.
La funzione del godimento
Lacan distingue tra piacere e godimento (jouissance), dove quest’ultimo rappresenta un eccesso che sfugge alla regolazione simbolica. Le droghe offrono una forma di godimento immediato, ma anche distruttivo, che aggira il limite imposto dal principio del piacere. Questo godimento spesso si inscrive nel corpo come una risposta sintomatica alla difficoltà di affrontare le leggi simboliche e i divieti dell’Altro. Nella crisi del legame sociale, caratterizzata da una frammentazione del campo simbolico e dalla perdita di riferimenti stabili, il godimento si svincola ulteriormente, diventando un’esperienza individualizzata e isolante.
La sostanza come “oggetto a“
Nella teoria lacaniana, l’oggetto a rappresenta la causa del desiderio, qualcosa che il soggetto cerca incessantemente ma che non può mai essere pienamente raggiunto. Le sostanze stupefacenti possono assumere la funzione di oggetto a, fornendo un’illusione di completezza o di soddisfazione totale. Tuttavia, questa illusione è destinata a fallire, perpetuando un circolo vizioso di mancanza e ricerca compulsiva. In una società segnata dalla crisi del legame sociale, l’oggetto a si moltiplica e si frammenta, offrendo ai giovani molteplici vie di accesso a godimenti effimeri, ma che lasciano intatto il vuoto fondamentale.
Il sintomo come legame sociale
Lacan sottolinea che il sintomo è un modo in cui il soggetto si lega all’Altro. L’uso di droghe può essere visto come un sintomo che non solo esprime un disagio individuale, ma anche un malessere collettivo. In una società caratterizzata dalla frammentazione dei legami simbolici e dalla predominanza del discorso capitalista, le droghe possono rappresentare una risposta al vuoto lasciato dall’assenza di significanti stabili. La crisi del legame sociale si manifesta nell’incapacità di generare significati condivisi e spazi simbolici comuni, spingendo il soggetto verso esperienze che cercano di supplire a questa mancanza.
Verso un intervento psicoanalitico
Affrontare il fenomeno delle droghe tra i giovani da una prospettiva psicoanalitica richiede un approccio che metta al centro la parola del soggetto. Non si tratta di imporre un significato dall’esterno, ma di favorire un’elaborazione del desiderio e del sintomo attraverso il discorso analitico.
Le strategie possono includere:
- Ascolto del sintomo: Riconoscere l’uso di sostanze come un messaggio da decifrare piuttosto che come un semplice comportamento da correggere.
- Restituzione del desiderio: Aiutare il soggetto a riappropriarsi del proprio desiderio, distinguendolo dal godimento imposto dall’Altro.
- Riconoscimento della mancanza: Lavorare con il soggetto per accettare la mancanza come condizione costitutiva dell’esistenza, piuttosto che cercare di colmarla con soluzioni illusorie.
- Rafforzamento dei legami simbolici: Promuovere spazi di dialogo e di riconoscimento reciproco che possano sostituire il vuoto lasciato dal discorso capitalista.
Conclusioni
La lettura lacaniana del fenomeno delle sostanze stupefacenti tra i giovani ci invita a spostarci dal piano del controllo sociale a quello dell’elaborazione simbolica. Solo attraverso il riconoscimento della complessità del desiderio e del sintomo possiamo affrontare un fenomeno che interroga non solo i singoli individui, ma anche il tessuto stesso della nostra società contemporanea. In un contesto di crisi del legame sociale, è necessario ripensare i modi in cui i soggetti possono ritrovare un senso di appartenenza e un rapporto più autentico con il proprio desiderio.
Bibliografia
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- Freud, S. (1920). Al di là del principio di piacere. Torino: Bollati Boringhieri.
- Lacan, J. (1991). Il seminario, libro XVII: Il rovescio della psicoanalisi. Torino: Einaudi.
