
Metro(Polis) La dipendenza giovanile come metafora contemporanea della crisi del legame sociale (2026)
Le nuove dipendenze non riguardano soltanto le sostanze, né possono essere ridotte a un elenco di comportamenti problematici da correggere. Esse parlano del nostro tempo. Parlano del modo in cui oggi il soggetto cerca sollievo dall’angoscia, tenta di colmare il vuoto, si aggrappa a oggetti sempre disponibili per sottrarsi alla fatica del desiderio, del limite, dell’incontro con l’Altro.
Questo libro nasce dall’esperienza del progetto Metro(Polis). La dipendenza giovanile come metafora contemporanea della crisi del legame sociale, promosso da Lega Contro la Droga APS con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Antidroga. Attraverso il lavoro svolto nelle scuole, nei gruppi, nei servizi, nelle comunità educative e nei contesti del penale minorile, il volume prova a leggere il disagio giovanile contemporaneo non come semplice emergenza educativa o sanitaria, ma come segnale di una trasformazione più profonda del legame sociale.
Tra clinica, riflessione teorica e pratiche di intervento, le pagine che seguono interrogano il rapporto tra adolescenti e digitale, il tema del ritiro, le nuove melanconie, la crisi della scuola, il gioco d’azzardo, la funzione del limite e il bisogno, oggi sempre più urgente, di luoghi in cui la parola possa tornare a circolare.
Più che offrire soluzioni rapide, Metro(Polis) invita a sostare in una domanda: che cosa accade a una civiltà quando la connessione prende il posto del legame, il bisogno quello del desiderio, e il vuoto diventa qualcosa da riempire subito?
RELAZIONI UMANE E TECNOLOGIE DIGITALI (2020)
Questo scritto è fecondo di domande, tutte quelle che l’accadente stimola sull’uomo e le sue attitudini relazionali attraverso le tecnologie dispositive, specialmente dopo l’evento lockdown verificatosi nei mesi da marzo la maggio 2020. Fenomeni economici, trasformazioni dei linguaggi condivisi, modifiche rapidissime di funzioni e funzionamenti tanto dei dispositivi tecnologici quanto degli esseri umani che si trovano nella posizione di doverli usare: questo accade. Il mondo digitale pervade le vite, in una continua evoluzione: in che modo ci influenza? Come abitanti di questo mondo contribuiamo al suo cambiamento? L’Accademia Higorà si è voluta misurare in un tentativo di lettura dei fenomeni che sono postmoderni e già non lo sono nemmeno più, prendendo in considerazione diversi temi da diversi vertici osservativi, inerenti le tecnologie e le relazioni umane.


Farsi strada. La scuola: laboratorio di nuovi mondi possibili? (2019)
Il libro traccia una riflessione sul problema della dispersione scolastica attraverso l’esperienza sul campo, delineandone i contorni e rivalutando concetti di base e pratiche metodologiche. L’esperienza pratica ha rappresentato, infatti, uno spunto per avviare una riflessione strutturata sulla tematica ed è stata colta come un’opportunità per pensare a nuovi percorsi possibili, collocandosi all’interno di quei luoghi in cui i ragazzi rischiano di sostare a lungo senza che vi sia uno sguardo al futuro né, quindi, alla loro progettualità. Un libro che ragiona su quali possano essere le modalità utili a valorizzare la soggettività dei ragazzi per metterli sulla scia del loro desiderio, e, al contempo, su quali siano le strategie funzionali a supportare i docenti nella gestione di quella fetta di alunni “difficili” da intercettare all’interno di una relazione significativa, canale privilegiato di crescita.

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