Sin dalla sua istituzione, la principale area di intervento della Lega Contro la Droga – L.C.D. è stata quella delle DIPENDENZE, area che ha caratterizzato buona parte delle attività dell’Ente nel corso degli anni ’80.
L.C.D., infatti, nasce nei primi mesi del 1982, ad opera di un nucleo ristretto di genitori di tossicodipendenti che, disperati e delusi nelle aspettative di aiuto da parte dell’intervento pubblico, limitato in Sicilia all’esclusiva somministrazione del metadone, cercava una soluzione autogestita all’emergenza del problema.
I primi anni di lavoro della Lega Contro la Droga sono segnati, quindi, da INIZIATIVE DI SENSIBILIZZAZIONE nelle scuole e nel territorio della città di Palermo, di CONVEGNI annuali sul tema della droga, spesso accompagnati da autorevole sostenitori tra cui si ricorda la presenza del Generale Carlo Alberto dalla Chiesa ad uno dei primi convegni e di Leonardo Sciascia ad una manifestazione di sensibilizzazione sul tema delle tossicodipendenze a Palermo organizzata a metà degli anni ’80.
Nel corso degli anni ’80, le numerose adesioni di volontari e la crescente rilevanza dell’Ente, si tradussero in una presenza costante all’intervo del tessuto sociale cittadino attraverso un’attività che è stata ad un tempo:
- politica (rapporti con le istituzioni) e sociale (attenzione ai problemi legati al lavoro);
- scientifica (operatori psico-sociali, centro studi sulle devianze) e operativa (gruppi di auto-aiuto, centro di solidarietà);
- assistenziale (assistenza carceraria e legale) e solidaristica (rete con comunità terapeutiche).
Tuttavia, sebbene statutariamente veniva sancita una specificità del settore d’intervento relativo alle tossicodipendenze nelle sue diverse manifestazioni ed articolazioni, nel corso dei primi anni ’90 l’Associazione vide delinearsi altre aree di intervento. Ciò fu dovuto al fatto che le condizioni di ascolto nel tempo hanno fatto decodificare dalla tossicomania una serie di messaggi connessi al DISAGIO CONTEMPORANEO e alle problematiche sommerse della condizione giovanile. La tossicodipendenza non era solo un problema da contrastare, ma il sintomo evidente di un disagio giovanile, sempre in evoluzione, che ancora oggi va cercato altrove, ovvero nelle smagliature di una rete sociale sempre meno in grado di farsi carico dei passaggi adolescenziali e contenerne gli esiti.
Forse è stato a partire da questa costatazione che all’interno dell’Associazione sono iniziate a circolare diverse domande. Ci si è quindi iniziati a chiedere:
- “Cosa sta succedendo alle giovani generazioni?”,
- “Che posto occupano nell’attuale scenario sociale?”
- “Come mai gli adolescenti iniziano a smettere di progettare per la loro esistenza?”
- “Come mai, in un mondo in cui tutto è possibile, non c’è nulla per cui valga la pena di vivere e progettare?”.
Questa virata, che ci porta direttamente ai giorni nostri, ha portato il nostro Ente ad occuparsi con più attenzione, oltre che di DIPENDENZE, anche di ADOLESCENTI, di SALUTE MENTALE, di INTERVENTI SOCIALI E DI COMUNITÀ, di FORMAZIONE E SUPERVISIONE, di STUDI SUL DISAGIO CONTEMPORANEO.
Premesso che la suddivisione in aree è un operazione di schematizzazione che fondamentalmente aiuta il lettore ad individuare a grandi linee gli interventi e gli ambiti in cui L.C.D. opera nell’espletamento della sua mission, possiamo dire che la nostra Associazione auspica ad una presa in carico dell’individuo in tutta la sua complessità, irriducibile a semplici etichette e categorie diagnostiche.
L.C.D., infine, ha sempre scelto di operare nel sociale a partire da una prospettiva di RICERCA-AZIONE, dove azione e lettura dei fenomeni sociali dialogano costantemente sia durante lo svolgimento degli interventi sia durante la progettazione e la riprogrammazione delle attività.
